PRK

La tecnica PRK (photorefractive keratectomy) consiste nel rimodellamento corneale al fine di eliminare miopia, ipermetropia e astigmatismo.

Si tratta della prima procedura refrattiva con laser ad eccimeri mai approvata per uso in terapia, sin dagli anni ’90. Per questo è una tecnica di cui si conoscono perfettamente anche i risultati a lunghissimo termine, che si sono ovviamente rivelati ottimi e duraturi.

La PRK viene eseguita in regime ambulatoriale, esclusivamente con anestesia topica tramite gocce di collirio. La procedura ha una durata di 5-10 min. per occhio ed è totalmente priva di dolore.


PROCEDURA

Il Medico Chirurgo Oculista interviene rimuovendo con una spatolina lo strato più superficiale della cornea (epitelio corneale: cellule che compongono un epitelio squamoso pluristratificato non cheratinizzato) e utilizza un laser ad eccimeri per applicare leggerissimi impulsi di energia controllati da un computer per rimodellare la cornea.

Quindi, in altre parole e più nel dettaglio, la tecnica PRK consiste nella rimozione meccanica delle cellule superficiali sulla cornea (chiamate, appunto, epitelio), seguita dall’uso del laser ad eccimeri per rimodellare piccole quantità di tessuto della parte anteriore della cornea.

Infine, si applica una lente a contatto terapeutica che, al pari di un comune cerotto usato dopo la ”sbucciatura” di un ginocchio, assiste la riepitelizzazione della superficie corneale.

Occorre ricordare che per LASEK si intende semplicemente una variante di PRK in cui le cellule superficiali (epitelio) vengono imbevute di una soluzione diluita di alcool, rimosse come un singolo foglietto cellulare e infine riposizionate sulla superficie corneale dopo il completamento del trattamento laser.

Lo strato epiteliale si rigenera nell’arco dei successivi 3-4 giorni, al termine dei quali la lente a contatto terapeutica non è più necessaria. Durante i suddetti giorni il paziente può provare una lieve/moderata sensazione di discomfort oculare.

L’acuità visiva è già molto migliorata dal momento in cui l’epitelio si rimargina completamente e migliorerà gradualmente con il progressivo appianamento del medesimo. La correzione è di solito considerata stabile 3-6 mesi dopo l’intervento.

Fonti: Accademia Americana di Oftalmologia (AAO).